Remissione controllata di fibromialgia

Dopo aver letto questo caso di remissione controllata di fibromialgia , la prima frase che viene in mente è” Buone notizie: di fibromialgia si guarisce!! “.  Nel numero di aprile 2018 della rivista scientifica Frontiers in Medicine ho trovato un articolo (Fibromyalgia Syndrome: A Case Report on Controlled Remission of Symptoms by a Dietary Strategy) che penso debba essere diffusa: Viene descritto il caso di un paziente di fibromialgia guarita tramite un cambio di stile di vita alimentare e complessivo.

MI RACCOMANDO, QUANTO DESCRITTO RISPECCHIA FEDELMENTE LA PUBBLICAZIONE MA OGNI SCELTA TERAPEUTICA O DIETETICA DEVE ESSERE REALIZZATA CON LE INDICAZIONI DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

ESORDIO DELLA MALATTIA E QUADRO DEI SINTOMI del caso di remissione controllata di fibromialgia

La persona affetta da fibromialgia è una persona di 34 anni, normopeso di istruzione di alto livello. Aveva sin da piccola sofferto di sindrome dell’intestino irritabile, gonfiore, flussi mestruali non regolari, fenomeno di Raynaud, contratture muscolari, crampi alle gambe e ai piedi, specialmente di notte o al risveglio la mattina.
Pochi mesi dopo un intervento ha cominciato ad avere dolore alla schiena, le gambe senza riposo e la rigidità mattutina.

La prima volta i sintomi sono stati descritti di gravità lieve, in particolare per quanto riguarda il dolore. Un anno dopo, il dolore lombare e l’anca costringevano il paziente a riposare a letto. I farmaci antinfiammatori non steroidei (cioè l’ibuprofene) e i rilassanti muscolari (cioè la tiocolchicoside) hanno provocato solo effetti lievi. La risonanza magnetica e le radiografie tradizionali hanno rivelato un’ernia a livello lombare e nessuna altra lesione.

Un altro anno dopo, in autunno, si è verificato un altro episodio di dolore alla schiena e rigidità che obbligavano la signora a stare a letto per più di 2 settimane. Il trattamento precedente non aveva efficacia e neanche il prednisone. Il dolore era in parte alleviato dal gabapentin, ma solo con effetti collaterali di cattivi pensieri e confusione mentale.
Ulteriori indagini di risonanza magnetica e raggi X hanno confermato la precedente diagnosi senza nuovi dati che potessero spiegare il peggioramento.

I sintomi del dolore alla schiena si sono ripetuti negli anni successivi, da tre a quattro volte l’anno, influenzando la qualità della vita e la mobilità e costringendo il paziente a letto. Gli episodi peggiori sembravano coincidere con la diminuzione delle temperature dell’autunno.

Negli anni successivi I sintomi aumentarono leggermente, ma progressivamente in modo imprevedibile. La rigidità mattutina richiedeva più di 40 minuti per alzarsi durante il risveglio. La stanchezza non si risolveva con il riposo, la lombalgia, i dolori migranti nelle articolazioni, il dolore diffuso da muscoloscheletro, la perdita di memoria a breve termine, la difficoltà di concentrazione in quesgli anni erano i sintomi principali. La valutazione della sua funzione tiroidea non aveva alcuna anormalità. Tutti questi sintomi hanno avuto un impatto considerevole sulla vita quotidiana, influenzando la vita sociale e le attività professionali.

Diagnosi del caso remissione controllata di fibromialgia

Dopo qualche anno, la diagnosi è stata fatta solo dopo un paio di consulti con reumatologi. Di seguito sono mostrati i dati clinici al momento della diagnosi.

  1. Tender points 14/18.
  2. Dolore cronico diffuso per più di 3 mesi.
  3. Rigidità mattutina.
  4. Sonno non ristoratore.
  5. Depressione.
  6. Ansia.
  7. Crampi alle gambe e ai piedi.
  8. Dolore toracico.
  9. Tachicardia.
  10. Ipersensibilità a freddo
  11. Dimenticanze e bassa concentrazione.
  12. Sindrome dell’intestino irritabile-costipazione (IBS-c)
  13. Sensazioni pungenti alle dita delle mani e dei piedi.
  14. Gonfiore.
  15. Sudorazione.
  16. Inefficacia delle terapie farmacologiche (la sig.ra ha rifiutato il farmaco rilassante proposto, cioè la tizanidina) perchè aveva già provato l’inefficacia e ha anche rifiutato la Duloxetina, avendone già provato gli effetti indesiderati per il probabile sviluppo della dipendenza farmacologica. Il paziente generalmente temeva effetti collaterali dei trattamenti farmacologici, ed era piuttosto interessata al nuovo approccio metabolico per la remissione sintomatica della fibromialgia.

Terapia del caso di remissione controllata di fibromialgia

Il protocollo terapeutico consisteva in una dieta rigorosa ideata per facilitare l’assorbimento del Triptofano (Trp) e quindi necessario per la sintesi del 5-idrossitriptofano (5-HT) a sua volta indispensabile per la produzione di serotonina. Per sostenere la sintesi di 5-HT, è obbligatorio rimuovere le molecole che potrebbero influire negativamente sull’assorbimento del Trp nel tratto gastrointestinale. Il nucleo di questo approccio è l’esclusione di alcuni carboidrati dalla dieta e l’assunzione corretta di Trp con il cibo. L’aspetto fondamentale è limitare l’assunzione di fruttosio il più possibile, comprese le catene di fruttosio, come fruttani e inuline, e alcune altre molecole che non hanno sistemi di trasporto specifici (ad es. sorbitolo). Anche il glutammato e l’aspartame sono stati esclusi.

Dieta del caso di remissione controllata di fibromialgia
La dieta del paziente comprende uova, carne, pesce, vongole, patate, carote, sedano, spinaci, barbabietole, bietole, cioccolato fondente (almeno 70 +% cacao), riso, miglio, polvere di carruba, noci, olio extra vergine, olio di semi d’uva, timo, salvia, rosmarino, caffè, tè verde e piccole quantità di mandorle. Le mandorle, nonostante contengano fruttosio, appartengono ancora alla dieta del paziente, in quanto sono ben tollerate in piccola quantità, suggerite per essere consumate insieme a una fonte di glucosio, tipicamente riso o patate per attivare il trasportatore GLUT2.
Qualsiasi cibo, bevanda o erba non presente nell’elenco precedente e non in base alle linee guida di trattamento è escluso dal protocollo dietetico. In particolare, devono essere esclusi i prodotti alimentari trasformati contenenti dolcificanti artificiali, sciroppo di fruttosio ad alto contenuto di fruttosio, sorbitolo, glutammato e aspartame: tra gli altri, bevande analcoliche, succhi di frutta e la maggior parte dei dolciumi. Gli alimenti contenenti fruttosio libero, come miele e frutta, devono essere rimossi dalla dieta del paziente. Anche la maggior parte dei legumi, il grano e la maggior parte dei cereali e molte verdure che contengono fruttani e inulina devono essere rimossi. Occorre prestare attenzione anche agli eccipienti contenuti in preparazioni farmacologiche, pillole, sciroppi e soluzioni.

Rispetto alla precedente dieta del paziente, quella proposta durante la terapia non influenza l’apporto energetico totale giornaliero (2.200-2.400 kcal / giorno), ma vi è una riducezione dei carboidrati, delle fibre e un aumento dell’apporto di proteine ​​e grassi.

La dieta del paziente è quindi composta da 31-36% di carboidrati, 30-32% di grassi, 25-27% di proteine ​​e 9-10% di fibre. La dieta precedente era principalmente una dieta mediterranea. Era ricca di verdure, frutta fresca, frutta secca, cereali e legumi. Conteneva una quantità moderata di pesce, carne, latticini, uova, noci e dolci. La sua proporzione di nutrienti era: 55-56% di carboidrati, 30-32% di grassi, 17-18% di proteine ​​e 16-18% di fibre.

Approccio terapeutico del caso di remissione controllata di fibromialgia
Al fine di valutare il suo apporto dietetico, al paziente è stato chiesto di tenere un diario alimentare.

In questa maniera è stato possibile elencare il cibo consumato e lo stato di salute, riportando anche i sintomi presenti: dolore diffuso, stanchezza, rigidità mattutina, funzione intestinale, mal di testa, qualità del sonno, crampi, sensazione di prurito alle dita delle mani e dei piedi, cambiamenti di umore, ansia e umore depressivo tra gli altri.

In questa maniera è stato possibile valutare l’aderenza alle linee guida dietetiche e all’impatto delle modifiche dietetiche sui sintomi. Tutto ciò ha reso il paziente un soggetto attivo nella lotta contro la malattia contribuendo notevolmente alla motivazione e al rispetto del protocollo da parte del paziente, in quanto rende il paziente consapevole del suo potere sul controllo dei sintomi.

Risposta clinica del paziente del caso di remissione controllata di fibromialgia
La crescente gravità dei sintomi ha fortemente motivato il paziente a seguire rigorosamente le linee guida dietetiche. Precedentemente, il paziente aveva seguito una dieta priva di lattosio per 3 anni e una dieta priva di carne di maiale per 5 anni.
Modifiche dietetiche hanno portato ad un rapido miglioramento delle condizioni del paziente già dopo solo pochi giorni fino alla risoluzione completa della maggior parte dei sintomi in poche settimane. I sintomi della depressione sono scomparsi. La stanchezza quando ha riacquistato il sonno ristoratore. Il dolore diffuso muscoloscheletrico cronico e la rigidità mattutina hanno avuto un notevole miglioramento fino a comparire. Ha recuperato la sua energia e vitalità. Si è completamente resa indipendente in tutte le attività della sua vita quotidiana come prima dell’inizio della malattia risolvendo le disabilità professionali e sociali.

Due mesi dopo l’inizio della dieta il paziente era notevolmente migliorato sotto ogni aspetto. Ha riacquistato la sua visione mentale positiva. È tornata alla piena occupazione. Ha recuperato la sua energia e vitalità come non avveniva da anni.

Un anno dopo la diagnosi differenziale e 10 mesi dopo l’inizio della modificazione della dieta, la paziente è ancora in dieta. il paziente ha iniziato un’attività fisica aerobica che non era in grado di eseguire prima a causa della rigidità e del dolore muscoloscheletrico diffuso. Alcune fastidi comunque non si sono risolti del tutto: la sensibilità al freddo, l’ipersensibilità agli odori e al rumore, la dismenorrea e i vuoti di memoria.

Questo caso è un caso sporadico e, come dicono gli stessi autori, è necessario che sia seguito da uno studio pilota con più pazienti in modo da confermare l’efficacia e la mancanza di controindicazioni.

MI RACCOMANDO, QUANTO DESCRITTO RISPECCHIA FEDELMENTE LA PUBBLICAZIONE MA OGNI SCELTA TERAPEUTICA O DIETETICA DEVE ESSERE REALIZZATA CON LE INDICAZIONI DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

1 Commento

  1. Interessante. Perché non viene fatto uno studio più approfondito in merito? Io mi propongo come possibile cavia. 😁

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