Colon irritabile e le valutazioni dietetiche di Nature

Cavalli
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Nell’ultimo numero di luglio 2018 la prestigiosa rivista di medicina “Nature” ha pubblicato un articolo dedicato al colon irritabile in cui vengono descritte la terapia medica (vedi “Colon irritabile e la terapia medica“) e il colon irritabile e le valutazioni dietetiche, descritte in questo articolo.

La maggior parte dei pazienti con colon irritabile ha un peggioramento dei sintomi dopo l’ingestione di alcuni cibi. In particolare, i cibi che provocano maggiori disturbi sono di seguito elencati.

  1. Cibi ricchi di carboidrati non completamente assorbiti.
  2. I cibi grassi.
  3. Pasti ad alto contenuto calorico.

I sintomi del colon irritabile presenti dopo l’assunzione di cibo possono essere dovuti a differenti meccanismi. Il cibo può agire attraverso:

  1. Effetti osmotici che richiamano acqua nel lume intestinale;
  2. Azioni chimiche che irritano la parete intestinale;
  3. Effetti Meccanici che possono rallentare o accelerare la motilità intestinale;
  4. Meccanismi ormonali neuroendocrini;
  5. Indirettamente attraverso l’interazione con il microbiota intestinale.

Ognuno di questi meccanismi insieme all’interazione con condizioni specifiche dei singoli pazienti come l’ipersensibilità viscerale o  le anomalie motilità e permeabilità del tratto gastrointestinale determinano i sintomi del colon irritabile.

E ora passiamo al confronto tra colon irritabile e le valutazioni dietetiche della prestigiosa rivista di medicina “Nature”.

Le scelte alimentari migliori sono, come sempre, quelle offerte dal buon senso. Infatti le raccomandazioni dietetiche di prima linea sono normalmente quelle che potrebbero ricondursi al “mangiar sano“.

L’attuale raccomandazione è di valutare e modificare le abitudini che riguardano gli aspetti descritte nell’elenco di seguito.

  1. L’assunzione di alcol.
  2. La caffeina.
  3. I grassi.
  4. Cibi piccanti.
  5. Le bevande gassose
  6. Le dimensioni del pasto
  7. Il numero di pasti al giorno

Inoltre è necessario valutare la possibilità di intolleranze alimentari, in particolare latte o lattosio.  L’assunzione di fibre alimentari potrebbe essere ridotta nella fase di valutazione di eventuali intolleranze in questa fase, specialmente se il gonfiore è una caratteristica predominante.

Se queste raccomandazioni non portano ad un adeguato controllo dei sintomi, potrebbe essere suggerita una riduzione dell’assunzione di alimenti ricchi di oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli (FODMAPs). Questi carboidrati possono essere assorbiti in modo incompleto nell’intestino tenue a causa dell’assente idrolisi (ad esempio, maldigestione del lattosio o oligosaccaridi non digeribili), della dipendenza dall’assunzione simultanea di glucosio per un adeguato assorbimento (fruttosio) o della diffusione passiva che richiama liquidi nell’intestino (alcuni monosaccaridi e polioli).

Inoltre, il loro assorbimento dipende da diversi fattori quali la presenza o l’assenza di enzimi per digerire i disaccaridi (ad esempio lattasi), una aumentata velocità del transito intestinale, la dose di carboidrati, la composizione del pasto e la presenza o meno di malattia della mucosa.

Spero che queste osservazioni ti saranno state utili. A questo articolo che si è soffermato sul colon irritabile e le valutazioni dietetiche della prestigiosa rivista di medicina “Nature”, ne seguiranno altri sempre sul trattamento convenzionale e non convenzionale del colon irritabile.

Alla prossima!!

Fonte: New treatment and therapeutic targets for IBS and other functional bowel disorders. (2018)  Simrem M et al. Nature Reviews Gastroenterology and Hepatology  10.1038/s41575-018-0034-5 

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