Novità 2018. Fibromialgia e uso medico della cannabis (J Clin Rheumatol)

By Vjgeorgeinn - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49599881

Continua la serie Novità 2018, oggi dedicata alla fibromialgia e uso medico della cannabis.

La fibromialgia è una delle più comuni sindromi di dolore cronico che interessa il 2-6% della popolazione di cui circa l’80% donne. È caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, da sensazione di estrema stanchezza, da disturbi dell’umore e da sonno non ristoratore. Questi disturbi hanno un grave impatto fisico, oltre che psicologico, sui pazienti che spesso non riescono ad avere una vita sociale o un’attività lavorativa normali.

Sfortunatamente, per maggior parte dei pazienti, la fibromialgia è cronica e il trattamento medico principale è rappresentato da farmaci per il controllo del dolore che includono analgesici o anche antidepressivi spesso senza raggiungere i risultati attesi. Inoltre questi farmaci sono associati a effetti avversi, che aggravano le difficoltà quotidiane. Di conseguenza, molti pazienti con fibromialgia convivono giornalmente con un dolore continuo senza trovare il giusto trattamento.

Recentemente alcuni ricercatori israeliani hanno verificato, per la prima volta in maniera prospettica, l’efficacia dei derivati della cannabis su persone affette da fibromialgia. I risultati sono stati  favorevoli nel miglioramento della qualità della vita. Tutti i pazienti dello studio, dopo terapia con cannabis, hanno avuto un miglioramento sui problemi di memoria e sulle attività di vita quotidiana, come le attività domestiche (ad esempio, la pulizia della casa e il cambio delle lenzuola) e lo shopping (ad esempio, il trasporto di sacchetti della spesa) che in passato non riuscivano a realizzare per il troppo dolore e la stanchezza cronica.

Ma parliamo un po’ della cannabis. Negli ultimi anni, è stato autorizzato l’uso medico della cannabis dapprima in alcuni stati degli USA e poi in alcuni stati europei tra cui l’Italia.

Le 2 principali specie di piante di cannabis sono la Cannabis sativa e la Cannabis indica.

La maggior parte delle specie oggi è un ibrido tra i due:

  1. con la cannabis derivata da C. Sativa progettata principalmente per uso mattutino o diurno perché induce “energia”
  2. con la cannabis derivate da C. indica riservata principalmente alla sera o all’uso notturno perché induce calma e sonno.

I fiori della pianta di cannabis contengono più di 100 tipi di fitocannabinoidi. La maggior parte delle ricerche si è concentrata sul Δ-9-tetraidrocannabinolo e sul cannabidiolo, entrambi con le più alte concentrazioni di fitocannabinoidi.

Esistono due recettori noti di cannabinoidi endogeni (endocannabinoidi): CB1 e CB2

  1. CB1 si trova principalmente nel sistema nervoso centrale.
  2. CB2 si trova in diversi organi del corpo, con le sue attività principalmente legate al sistema immunitario.

Δ-9-Tetraidrocannabinolo è un agonista parziale (cioè stimolante) per i recettori CB1 e CB2 e il cannabidiolo è un antagonista (cioè inibente). L’attivazione di CB1 determina una diminuzione dei segnali sinaptici e dell’eccitabilità neurologica.

Dopo terapia con i derivati della cannabis, alcuni pazienti avevano completamente interrotto o ridotto trattamenti precedenti (ad es. antidepressivi) con una riduzione della tossicità complessiva. Un altro importante vantaggio del trattamento è stata la mancanza di gravi effetti avversi che invece mostravano con gli altri farmaci. Con le più basse dosi dosi utilizzate, i pazienti hanno riportato solo lievi effetti collaterali, tra cui secchezza delle fauci, arrossamento degli occhi e sensazione di fame.

Quindi se questi dati vengono confermati da altri studi, un altro gruppo considerevole di pazienti potrebbe accedere alla terapia con derivati della cannabis.

I ricercatori hanno voluto precisare nella pubblicazione i seguenti aspetti.

  1. I pazienti esprimevano gli effetti del trattamento con le loro stesse parole e le loro risposte in maniera entusiastica. Esempi delle risposte dei pazienti sono stati i seguenti: “Vorrei aver ricevuto questo trattamento quando mi è stata diagnosticata la fibromialgia”, “Sono tornato ad essere la stessa persona di prima”, “Ho riacquistato la mia salute”, e “Questo è un trattamento miracoloso. “
  2. La dose media di MC consumata nel presente studio era relativamente bassa (26 ± 8,2 g al mese) rispetto a quella consumata dai pazienti che i derivati della cannabis per altre indicazioni, come per il dolore da tumore, in cui  il dosaggio poteva essere superiore.  In questa ricerca, molti pazienti hanno continuato a prendere 30 o anche 20 g al mese, che erano le dosi iniziali più basse, suggerendo che il consumo di circa 1g o meno al giorno potrebbe essere sufficiente per controllare la maggior parte dei sintomi della fibromialgia.

Le scoperte del presente studio dovrebbero rassicurare i responsabili delle politiche sanitarie e gli operatori sanitari che la maggior parte dei pazienti con fibromialgia rimarranno su una dose relativamente bassa.

Naturalmente i ricercatori che hanno rispettato per lo studio i requisiti della a Israeli Medical Cannabis Agency che i risultati di questo studio prospettico deve essere necessariamente confermato da studi condotti da altri ricercatori su un numero più elevato di pazienti. 

Fonte

  1. Habib G. et al. Medical Cannabis for the Treatment of Fibromyalgia Journal of Clinical Rheumatology J Clin Rheumatol. 2018 Feb 14. doi: 10.1097/RHU.000000000702.
  2. Crestani F. Medical Cannabis for the Treatment of Fibromyalgia. Letter. J Clin Rheumatol. 2018 May 11. doi: 10.1097/RHU.0000000000000823

Questo articolo ” Novità 2018. La fibromialgia e uso medico della cannabis “

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Pur garantendo l'esattezza e il rigore scientifico delle informazioni, comprovati anche dai riferimenti bibliografici, gli autori del sito Neuroinfiammazione declinano ogni responsabilità con riferimento alle indicazioni fornite sui trattamenti e altro, ricordando a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante. Infatti, il contenuto, i prodotti e i servizi del blog Neuroinfiammazione hanno l'obiettivo di informare sulle malattie che possono influire sulla vita quotidiana. Ciò nonostante, nulla nel contenuto, nei prodotti o nei servizi deve essere considerato o utilizzato come sostituto alla consulenza medica.

Leggi il Disclaimer.